La vita genitoriale è un composto multiforme di momenti gioiosi e meno gioiosi. Tra questi ultimi, quello del lutto perinatale è ancora oggi un argomento poco affrontato dai mass media.

Noi dell'Associazione OSIDEA Onlus ci siamo presi carico di questo tabù che, proprio per il suo aspetto doloroso, non può essere un fardello a carico dei soli genitori delle persone a loro più vicine. E non può lasciare i genitori da soli.

Perdere un bimbo nell’attesa è un vero e proprio lutto. E’ una promessa d'immensa gioia che si infrange, lasciando nel cuore incredulità, delusione e amarezza. Chiamasi morte perinatale quella che sopravviene tra la 27a settimana di gestazione e i sette giorni che seguono la nascita.Tecnicamente è così distinta dall’aborto che è invece la perdita dell’embrione o di un feto prima della 27a settimana.

Il dolore psicologico ed emotivo non va in crescendo con i mesi della gestazione, anche se bisogna riflettere sia sulle modificazioni biologiche e psicologiche durante i vari mesi di gestazione che sul significato del concepimento. Bisogna, infatti, rendersi conto che il vissuto di maternità e paternità nel corso dei mesi si modifica, il legame diventa sempre più profondo, si cominciano a creare delle aspettative, a immaginare il bambino, a come cambierà la vita familiare senza dimenticare che a prescindere dall’esito della gravidanza e dalla sua durata rimarrà sempre un evento molto importante che farà parte sia della vita della donna e dell’uomo, sia della coppia.

Quando muore un bambino ancora in utero o appena affacciatosi alla vita, i genitori sono chiamati ad affrontare un difficile e doloroso percorso di lutto, in cui amore e perdita si intrecciano; ma agli altri quel dolore risulta meno comprensibile, perché si piange un bambino “sconosciuto” al mondo. Quando il passaggio dalla vita alla morte avviene all’inizio della vita, è faticoso capire e accettare: la morte che “ruba la vita” quando la vita è ancora soltanto una promessa; rappresenta una profonda ferita per l’essere umano, chiamato a confrontarsi con la sua caducità.

In Italia il lutto perinatale è un fenomeno minimizzato nel senso comune della gente e dalle strutture di assistenza ma molto complesso per i vissuti luttuosi di chi lo vive e la sua elaborazione. In Italia è posta ancora scarsa attenzione al ruolo della comunicazione e del supporto psicologico alla donna in caso di nato morto, mentre è prassi comune a livello internazionale.

Rendere prioritari, nell’ambito delle attività di formazione continua ECM aziendale e regionale, percorsi di formazione/aggiornamento di tutte le figure professionali coinvolte nel percorso nascita, con modalità integrate, come questa specifica sul lutto perinatale.

Si è parlato delle leggi presenti in Italia sulla sepoltura e sulla dignità del bambino nato morto. Esiste infatti, da più di 30 anni la legge che stabilisce, secondo precise normative il diritto alla sepoltura di tutti i bimbi morti in utero. Questa legge è, però poco conosciuta e viene spesso ignorata e scarsamente applicata dai punti nascita italiani. Questo comporta un senso di vuoto e di smarrimento nei genitori che si trovano senza il loro bambino e anche senza un luogo fisico dal quale iniziare il percorso di lutto.

Il progetto che abbiamo posto in essere ha il nome di Ri-vivere perché già con il nome vuole dare segno di conforto e di speranza e nello specifico si occupa di:

  • informazione e sensibilizzazione sul territorio sulla importanza del lutto perinatale attraverso la distribuzione del materiale informativo e della rete professionale operativa coinvolta;
  • realizzazione del Corso di Formazione di due giornate per 40 operatori socio sanitari (ostertiche, assistenti sociali, psicologi, psicoteraupeti) tenuto da esperti del settore sanitario;
  • individuazione di operatori socio sanitari disponibili alla collaborazione per la successiva fase del progetto “Ri-Vivere” ossia sulla formazione di gruppi di Auto mutuo aiuto per il sostegno delle donne e delle coppie colpite dalla perdita del proprio figlio.

Nella prima fase del progetto si è svolto il corso di formazione tenuto dalla Dott.ssa Claudia Ravaldi, Psichiatra-Psicoterapeuta e Presidente dell’Associazione Ciao Lapo, finalizzato alla formazione di assistenti sociali, psicologi, ginecologi, neonatologi, ostetriche ed infermieri professionali, ovvero dei operatori finali del progetto.

 

In considerazione dell’importanza e delicatezza dell’argomento - oltre alla carenza sul territorio regionale di realtà di sostegno, informazione e assistenza alla coppia e/o alle famiglie che vivono un’esperienza di lutto perinatale - il corso di formazione ha ottenuto dall’Ordine degli Assistenti Sociale il riconoscimento di 13 CF validi per gli aggiornamenti professionali.

La seconda fase verterà, invece, sulla creazione di gruppi di auto mutuo aiuto coordinati da esperti del settore e rivolti ai genitori che hanno vissuto la perdita del proprio figlio durante i mesi della gravidanza o nei giorni immediatamente successivi al parto.

Sulla Fanpage Osidea Onlus le immagini più significative delle due giornate formative svoltesi al Policlinico Universitario di Monserrato.

 

 

 

 

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